sabato 2 novembre 2013

Weekend di primavera sul Lago Maggiore


La scorsa primavera sono stata sul Lago Maggiore, a Verbania, per la curiosità di visitare i luoghi di cui tanto avevo sentito parlare da piccola, poiché erano stati visitati dai miei genitori in viaggio di nozze circa quarant'anni fa...
Devo dire che sono splendide le vedute sul lago da Pallanza o da Intra. La gita alle isole Borromee non si può perdere, ma meglio se c'è il sole. L'isola dei Pescatori è particolare e un po' meno affollata dell'Isola Bella. Vale la pena anche ritagliarsi il tempo per un'escursione a Orta San Giulio e al lago d'Orta... che atmosfera e che colori! Da non perdere anche la passeggiata nel parco di Villa Pallavicino a Stresa, fra le aiuole dai mille colori e le ruote dei magnifici pavoni ospiti della villa. Poi tutti a mangiare alla Casa del popolo di Intra: menù di pesce e carne con specialità dal sapore casalingo a prezzo politico.

Ponte dei Santi in Galizia

Una splendida giornata autunnale è appena trascorsa, lontano dalla "pazza folla", come sempre. Eppure mi ricordo dell'assolato Ponte dei Santi trascorso ormai diciassette anni fa... Avevamo viaggiato tutta la notte quando il pullman raggiunse Las Riajas Bajas a Pontevedra, in Galizia (Nord Ovest della Spagna).
Sulle Rijas Bajas offuscati dall’umidità del mare si dispiegavano i primi raggi di sole.
Il paese si stava ancora svegliando. Fuori faceva freddo. Nel più vicino bar aperto che trovarono c’erano più che altro operai, pescatori e camionisti. Un croissant e un caffè ristabilì l’equilibrio.
 
Il sole stava sorgendo e anche se l'aria era pungente in riva al mare, quell'alba luminosa appariva ancor più piacevole dopo aver trangugiato un caffè bollente in quel bar di passaggio.
Dopo colazione potei ammirare le rive lambite dalle acque dell’oceano e quei vapori che salivano su contribuivano a creare intorno ad esse un’atmosfera incantata di fate ed elfi. Un “horreo” si stagliava davanti al sole che sorgeva. I celti li costruivano per riporvi i cereali ad asciugare, preservandoli dall’umidità della terra, mentre il calore del sole penetrava dalle fessure. Rimasi affascinata da quel paesaggio marittimo così surreale: piccole graziose casette di pietra si affacciavano sulle rive del mare pescoso che dava nutrimento agli abitanti del villaggio.